OLTREMARE

 

La mia vita è un battello abbandonato

non ligio, in ermo porto, al suo destino.

Perchè non salpa e non segue l’ istinto

di navigare, sposato al suo fato?  

Ah, manca chi lo lanci in mare e alato

renda il suo scafo in vele; peregrino

fresco d’ appartamento, nel divino

amplesso del mattino, puro e amaro.

Morto corpo d’ azione senza voglia

che lo viva, ombra sterile di vivere,

fluttuando al fior vano del rimpianto.

Le alghe tingono verde la tua chiglia,

ti culla il vento senza che ti muova,

ed è oltremare l’Isola agognata.

 FERNANDO PESSOA

 

SCATTI DI LIETTA P.

SalvaSalva

SalvaSalva